Corrado Govoni – Gli aborti Le poesie d’Arlecchino I cenci dell’anima

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1 recensione per Corrado Govoni – Gli aborti Le poesie d’Arlecchino I cenci dell’anima

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    Bertrando Goio

    Un libro preziosissimo, probabilmente uno dei migliori di Govoni, altrimenti introvabile. Govoni oggi è un autore quasi dimenticato, di cui non si trova quasi nulla se non poche perle rare grazie a poche case editrici coraggiose che ancora credono nella possibilità di diffondere una certa letteratura. Govoni negli aborti dà una prova eccelsa di maturità e di inventiva poetica che poi incontreremo sviluppate ulteriormente nelle Poesie elettriche e nell’Inaugurazione della primavera. L’opera in realtà consta di due libri differenti, i quali però, al di là della macroscopica differenza metrica (Le poesie di arlecchino è composta solo da sonetti; I cenci dell’anima invece sviluppano il metro libero), sono in realtà tematicamente affini. Gli aborti è un libro inquietante, in cui Govoni mescola, secondo uno stile che sarà la sua cifra, il buffonesco al macabro, in atmosfere grottesche, spesso macabre in cui aleggiano figure da incubo. Anche i numerosi e variopinti bozzetti floreali sono percorsi da un vena luttuosa, a volte non evidente, a volte più marcata.
    E’ il Govoni “maudit”, in un’opera che sarà messa in ombra da quelle successive ma che in realtà rappresenta il volto più vero del poeta. Gli aborti sono un dipinto multiforme dell’animo umano, uno specchio spesso spietato, che non deforma ma rende allo sguardo la realtà nella sua pienezza.
    Un capolavoro impreziosito dalla puntuale e attenta analisi introduttiva di Francesco Targhetta.

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