Alcuni luoghi domestici cervantini, tra inganno e disinganno (Carlo Basso)

Il significato simbolico della “casa”, e dei luoghi domestici in generale, è bifronte. Da un lato la casa è il luogo intimo per eccellenza, il luogo in cui si radunano gli affetti, il tranquillo rifugio dove placare le tempeste dello spirito. Dall’altro lato, però, può trasformarsi nel luogo del tradimento, del sotterfugio e dell’inganno. La lingua latina ci ha tramandato le significative espressioni domi militiaeque e domi bellique per esprimere le due fasi della vita di un cittadino romano, in casa e in guerra, con il locativo domi che, per sineddoche, si riferisce alla patria intera e, per metafora, alla pace. La casa-patria, però, non è sempre luogo di pace ma, talvolta, è teatro di guerre civili che, proprio per la loro essenza domestica, rimangono impresse con particolare vigore nella memoria collettiva.

cervantes trasparenze

In questo breve contributo vorrei concentrarmi su questa doppia faccia dell’idea di “casa”. Si tratta di un tema altamente produttivo all’interno della letteratura di ogni epoca, sia a livello tragico, si pensi all’inganno perpetrato da Odisseo ai danni dei Proci che stavano usurpando la sua reggia, sia a livello comico, come le storie di tradimenti all’interno delle pareti domestiche che…

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Carlo Basso

È dottorando di ricerca in Lettere all’Università di Torino, con un progetto dal titolo “«Cuando escribes, pintas, y cuando pintas, compones»: effetti intersemiotici nella scrittura cervantina”. Ha lavorato sui novellieri italiani nell’opera romanzesca di Cervantes e sulle relazioni metanarrative in Cervantes e Pirandello. Ha pubblicato Giraldi Cinzio e Cervantes: così uguali, così diversi, in «Artifara», n. 18, 2018, pp. 117-142 e sono in pubblicazione la monografia Cervantes e Pirandello: un dialogo metanarrativo, per l’editore Accademia University Press e l’articolo Ante- o Anti-tridentini: matrimoni irregolari nel Persiles, in «Artifara».

 

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