Michel Deguy vince il Goncourt per la poesia

Non ci sorprende che sia arrivato, finalmente, un altro riconoscimento a Michel Deguy. Vince il premio Goncourt per la poesia, in anticipo rispetto ai tempi tradizionali. Infatti, per aiutare l’editoria, il premio è stato assegnato in anticipo, in maggio e non in giugno, combaciando con la riapertura delle librerie.

michel deguy goncourt
Michel Deguy con Giorgio Devoto nel salotto di casa la sera della presentazione a Genova di “Gisants” il 18 ottobre 1999

Chi è Deguy?

Deguy è ancora poco tradotto, in Italia, ma è uno dei più importanti autori francesi contemporanei. Scrittore, poeta e filosofo, nel 1977 ha fondato la rivista Po&sie, punto di riferimento dell’esperienza poetica contemporanea.

La San Marco dei Giustiniani ha pubblicato Gisants nel 1999, dopo l’edizione francese di Gallimard, con la traduzione di Gèerard Genot e la prefazione di Andrea Zanzotto.

Su Gisants e Deguy

Ecco un estratto da questa preziosa prefazione:

La figura di Michel Deguy, a partire dalle sue prime opere poetiche, presenta una grande inquietudine riflessiva, tesa a cogliere nella sua radice quale aspetto dell’esistenza e del mondo viene portato dentro il mondo e l’esistenza dall’atto dello scrivere, inteso al contempo come creativo e conoscitivo. La sua attività, del resto, ha sempre mantenuto, in regime di convivenza e contaminazione, una molteplicità di interessi intellettuali, critici e filosofici, oltre ad illustrare un ruolo di primo piano nel campo della cultura, sostenuto anche come funzionario editoriale presso Gallimard.

(…)

Deguy è uno di quei poeti che rendono percepibile la scrittura non soltanto come un “dire”, ma come un “fare” che produce un dettato vicinissimo al dire della parola comune, e che inscrive però nella parola comune la persistenza di un vissuto, qualcosa che la parola porta con sé e che è altrimenti invisibile.

(…)

Predomina comunque il racconto che non è né racconto, né “poema”, né teoresi pura, né prosa d’arte e che sembra rifuggire dai ritmi, anche se spesso danno robustezza alla prosa proprio i ritmi.

La conclusione non c’è né può esserci, il congedo si sfa in successivi congedi.

Ancora complimenti a Michel Deguy, la cui penna si merita questi e ben altri riconoscimenti.

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