Riflessioni attorno alle case di Roberto Ferrucci (Cosimo Angelini)

Ogni scrittore ha modalità diverse di scrittura, rituali che variano a seconda della stagione, del tempo, delle contingenze e di molte altre variabili suscettibili di continui cambiamenti. Roberto Ferrucci, quando narra o racconta il suo scrivere, dice di essere abituato a scrivere fuori casa. Lo scrive in molti suoi libri, lo dice a richiesta: gli piace scrivere nei posti affollati, nel “solito bar in riva dei Sette Martiri, dove da anni vado a leggere, a scrivere, soprattutto d’estate” ². Oppure nella residenza per scrittori, di cui è innamorato. E lo conferma nel suo longevo blog, in un articolo del 15 aprile 2020 dal titolo Cronache delle case:

A me piace scrivere fuori, nei bar, nei parchi, ovunque, e sono spesso in viaggio.

Si potrebbe pensare che, uno scrittore simile, possa avere dei problemi in caso di permanenza forzata a casa; così non è. Se non avessi tagliato la citazione precedente, non avremmo dubbi su questo:

Io invece ci so stare in casa. So come farlo. Non mi è mai pesato. Ripensando ai libri che ho scritto, mi sono accorto che sono pieni di stanze e di case, anche se poi a me piace scrivere fuori, nei bar, nei parchi, ovunque, e sono spesso in viaggio.

Lo scrittore Ferrucci, abituato a scrivere in un altrove che non è la propria casa, non per questo disdegna la casa. Sono semplicemente luoghi distinti con, ciascuno, il proprio ruolo, la propria funzione. La sua abitazione, quindi, non è il luogo che predilige per scrivere. Ma poi, cos’è la casa? È una sola, o tante? E se fossero tante, quindi, sarebbero di tipi diversi? Gradi diversi di case? Ferrucci stesso…

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Intervista su Cosa Cambia (Marsilio, 2007)

Roberto Ferrucci

Nato a Venezia (Marghera) nel 1960. il suo primo romanzo, Terra rossa (Transeuropa) esce nel 1993. Seguono Giocando a pallone sull’acqua (Marsilio 1999) e Andate e ritorni, scorribande a nordest (Amos 2003), Cosa cambia (Marsilio 2007; Ça change quoi, Seuil 2010, con una prefazione di Antonio Tabucchi), Sentimenti sovversivi/Sentiments subversifs pubblicato prima in Francia (2010) in edizione bilingue e, l’anno seguente, in Italia (Isbn Edizioni 2011), Impassibili e maledette (Limina 2010, Terra Ferma 2014). Traduttore italiano di Jean-Philippe Toussaint e Patrick Deville, dal 2002 insegna Scrittura creativa alla Facoltà di Lettere dell’Università di Padova. Collabora con il “Corriere della Sera” e “il Manifesto”. Per Feltrinelli ha pubblicato, nella collana digitale Zoom Flash, “Sentimenti decisivi” (2012; versione francese, per la traduzione di Jérôme Nicolas, 2013) e nel 2015 nella collana digitale Zoom Feltrinelli Venezia è laguna (in cartaceo per Helvetia editrice nel 2019).

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